

Il percorso artistico di Annamirka Criscuolo nasce dalla disciplina del disegno a mano e si espande verso le architetture digitali interattive, trattando lo spazio virtuale come materia cinematografica viva.
Ogni progetto affronta la transizione tra il piano bidimensionale dello storyboard e la tridimensionalità immersiva senza soluzione di continuità drammatica.
Il tempo come materia fisica
La drammaturgia visiva richiede un rigoroso controllo sul montaggio sonoro diegetico e sulla continuità dei ritmi interni. La colonna sonora non accompagna l'azione ma ne scandisce la volumetria.
Rifiutando ogni virtuosismo formale fine a se stesso, la regia privilegia la tensione visiva essenziale per sostenere l'architettura narrativa di ogni opera.
Un raro rigore formale che fonde la tradizione del cinema d'animazione d'autore con la vertigine spaziale della realtà virtuale.
Cahiers du Cinéma / Rassegna Critica
Disponibile per coproduzioni internazionali e commissioni di regia.


